L’ente che si occupa della valorizzazione e della promozione delle razze canine in Italia è l’ENCI, una organizzazione che ha visto la sua nascita nel lontano 1882.

Da quella data ad oggi l’ ENCI, con varie vicissitudini, ha accresciuto la sua importanza nel mondo della cinofilia nazionale ed internazionale.

Rappresenta l’Italia presso la FCI (Federation Cinologique Internationale).

E’ questa organizzazione che rilascia il tanto citato (correttamente o meno) pedigree ai cani ad essa iscritti ove risulta la più immediata genealogia del cane (ricordiamo che per partecipare ad una qualsiasi manifestazione quale gare di lavoro, esposizioni di bellezza ecc. tale documento è indispensabile).

Ma i compiti dell’ ENCI, ovviamente, non si limitano al rilascio del certificato di origine dei cani; TUTTE le attività connesse alla cinofilia per avere il crisma dell’ufficialità devono essere regolate dall’ENCI.

E’ essa a riconoscere come valido per la diffusione di una razza un allevamento, è essa che permette l’organizzazione di esposizioni canine, è essa che si pone come interlocutrice con le altre organizzazioni internazionali.

Ad essa spetta il compito di redigere gli standard relativi alle razze italiane, quello di formare i giudici, quello di riconoscere le associazioni di tutela di una singola razza.

In poche parole: la cinofilia ufficiale in Italia è l’ENCI!

Dobbiamo inoltre tener presente che l’ente è riconosciuto da Governo italiano ben dal 1940.

Chi si avvicina per la prima volta al mondo dei cani forse non si rende esattamente conto di quanto sia importante avere un cane “con il pedigree”.

Il “pedigree” (certificato di iscrizione ai registri ENCI) rappresenta ne più ne meno la carta di identità di un cane. In esso è indicato il numero del tatuaggio che è apposto sul cane a cui esso si riferisce, ciò rende quindi impossibile spacciare per cani con alta genealogia cani che in realtà manco si è sicuri  appartengano ad una determinata  razza.

 

Il pedigree (certificato di iscrizione ai libri genealogici) è l’unico documento attestante l’appartenenza di un cane ad una determinata razza.

Quindi è errato ritenere che il pedigree costituisca di per sé la patente di “cane blasonato” per il nostro amico.

Esso è in realtà una sorta di “carta di identità” del cane.

E’ evidente che (comparendo sul pedigree gli avi del cane) possano esistere pedigree più o meno “importanti” ma la funzione del pedigree rimane la stessa: quella di stabilire davanti a quale cane ci troviamo, da dove viene, di chi è figlio, eccetera eccetera!

In Italia l’ente che cura l’iscrizione di un cane ai libri genealogici è l’E.N.C.I. (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) affiliato alla F.C.I. (Federazione Cinofila Internazionale)

che raggruppa le federazioni cinofile di oltre 80 Paesi.

I registri che l’ENCI ha cura di aggiornare sono due: il LOI (Libro Origini Italiano) ed il LIR (Libro Italiano Riconosciuti) gli stessi stanno per essere modificati come denominazione, ma, sostanzialmente, le funzioni rimangono le stesse.

Il pedigree è la controprova che un cane risulta iscritto ad uno di questo registri e da esso risultano determinati dati del cane:

. numero di iscrizione al registro

. razza;

. nome;

. sesso;

. data di nascita;

. colore del mantello;

. numero del tatuaggio;

. avi;

. allevatore o allevamento di provenienza;

. nome dell’eventuale nuovo proprietario.

Affinché il cane venga iscritto ad uno di questi registri sono necessari alcuni adempimenti:

A) per il LOI:

- nel caso di una cucciolata nata da una fattrice iscritta al LOI il proprietario deve effettuare la denuncia di nascita (in due diverse fasi) all’ENCI che provvede all’iscrizione al registro e rilascia il certificato..

- nel caso di una cucciolata nata da avi iscritti al LIR da almeno tre generazioni le modalità sono analoghe.

- nel caso di un cane in possesso di un certificato di iscrizione al libro genealogico corrispondente di un Paese la cui Federazione Cinofila sia affiliata alla FCI, l’iscrizione ed

il rilascio del certificato avvengono attraverso la domanda all’ENCI da parte del proprietario.

B) per il LIR:

- nel caso di una cucciolata nata da una fattrice ad essa iscritta valgono le stesse modalità di cui sopra.

- nel caso di un cane appartenente ad una di alcune razze (per le quali viene usata la definizione “LIR aperto”) l’iscrizione avviene mediante la trasmissione all’ENCI del Certificato di Tipicità. Questo certificato viene rilasciato da un giudice italiano a seguito di una valutazione del cane da lui effettuata in occasione di una esposizione indetta dall’ENCI.

Sarà cura del proprietario del cane inviare all’ENCI il certificato.

Tutte queste norme possono apparire (e lo sono) complicate ma hanno una ragione di essere.

Lo scopo è quello di mantenere le caratteristiche delle singole razze. Se esse non esistessero ci troveremmo davanti ad una mescolanza di razze che porterebbero ben presto ad una ibridazione dei nostri cani. portandoci così a perdere le singole caratteristiche delle stesse.

I tipi di pedigree

Esistono due tipi di pedigree italiani che vengono rilasciati dall’ENCI, il ROI (Registro Origini Italiano) e il RSR (Registro Supplementare Riconosciuti) ma ben differenti tra loro. Ovviamente le regole che disciplinano l’iscrizione nell’uno o nell’altro registro sono diverse. Il pedigree è il documento da cui risulta la genealogia del cane.

Per provarente nazionale cinofilia italiana - pedigreee che un esemplare proviene da una linea di sangue pura occorre un documento che comprovi che sia discendente per almeno quattro generazioni da altrettanti esemplari di razza pura: il pedigree.
Il pedigree è, in parole povere, una carta di identità del cane, che indica i nomi degli avi di linea paterna e materna risalendo fino ai nonni, bisnonni e trisnonni, ed è l’unico documento in base al quale il soggetto può essere iscritto al Registro Origini Italiano – ROI -. Il pedigree deve accompagnare sempre il cane perché eventuali trasferimenti di proprietà dell’esemplare vanno trascritti su di esso.

Quando si acquista un cane di razza si deve sempre chiedere un regolare pedigree. A volte può capitare, quando si acquista un cucciolo in un negozio di animali o da un venditore di cani, di tornare a casa con un certificato che assomiglia ad un pedigree, ma che in realtà non lo è. Quindi, prima di sborsare dei soldi chiedete sempre informazioni dettagliate. Inoltre siate diffidenti da quei commercianti che vi chiedono soldi in più per avere un pedigree perché secondo le convenzioni internazionali il pedigree è compreso nel prezzo.
Esiste un terzo documento chiamato Pedigree Export, che accompagna il cane quando esso proviene da un’altra nazione la cui associazione cinofila è riconosciuta dalla FCI. Tale documento dovrà essere riconosciuto ufficialmente dall’ENCI che spesso però, se non è tutto in regola, non lo regolarizza: deve essere intestato direttamente al nuovo proprietario che, non appena lo riceve si recherà all’ENCI la quale, accerterà la veridicità dello stesso controllando il cane possessore dello stesso e, se tutto ok, inoltrerà la documentazione per la trascrizione al ROI e per il rilascio del pedigree italiano.

Rilascio del PEDIGREE

Per il rilascio del pedigree si devono compilare due modelli A e B, la modulistica viene effettuata a carico (oneri compresi) dell’ allevatore della cucciolata, chiunque esso sia, allevatore professionale, amatoriale o privato. Il modello A serve ad indicare il giorno in cui è stata accoppiata la femmina (tecnicamente chiamata fattrice) col maschio (tecnicamente chiamato stallone) di pari razza, si indicano i nomi dei genitori, il numero R.O.I. che l’assegna a tutti i cani provvisti di pedigree, la fotocopia dei pedigree di entrambi i genitori, specificando quanti cuccioli sono nati, specificando il numero degli stessi ed il sesso; l’ unico obbligo del proprietario dello stallone è quello di apporre la propria firma sul modello A e di fornire la fotocopia del pedigree al proprietario della fattrice.pedigree interno
Questo modulo va consegnato alla delegazione di pertinenza entro il 25° giorno di vita dei cuccioli. Il modello B serve ad iscrivere ogni singolo cucciolo, indicando il colore del mantello, il nome, la marcatura (tatuaggio o microchip) dello stesso ed eventualmente il nominativo del nuovo proprietario indicandone l’ indirizzo completo. Questo modello va presentato entro il terzo mese di età dei cuccioli, assieme alla scheda (obbligatoria) firmata dal veterinario comprovante l’ effettuazione dei tatuaggi o l’ inoculazione dei microchips, questo per garantire la rispettabilità della legge anti-randagismo.

Buon consiglio è quello di chiedere all’ allevatore di poter vedere almeno il modello A dato che al momento in cui viene proposto un cucciolo dell’ età di 60 giorni lo stesso modello dovrebbe essere già stato presentato; qualora l’ allevatore vi dicesse che non ne possiede una copia esigete almeno di poter vedere i pedigree dei genitori oppure di rilasciarvi uno scritto con il quale vi garantirà che il cucciolo sarà munito di pedigree. Con i modelli A e B regolarmente depositati presso una delegazione ENCI si potrà richiedere il Certificato di Iscrizione al Registro Origini Italiano (il pedigree), che l’ENCI fornirà in un tempo di circa tre mesi. Il costo si aggira sui € 20,00 per il singolo pedigree di ogni cucciolo.

Interpretare il PEDIGREE

Nel pedigree è riportata la genealogia del cane che reca i nomi degli ascendenti, che vengono normalmente accompagnati con affisso o il suffisso, una specie di cognome che serve ad individuare l’allevamento di provenienza. Il nome d’allevamento è quello con cui vengono identificati i soggetti nati nello stesso allevamento.
Viene concesso dall’ENCI e dalla FCI a chi ne fa richiesta e possiede particolari requisiti. Se segue il nome del cane si chiama più precisamente “suffisso”, se lo precede si chiama “affisso”. Nel pedigree del cucciolo sono inseriti i seguenti dati: Gruppo – numero ROI – Registro Origini Italiano (ex LOI) – nome del cane – data di nascita – sesso – razza – marcatura – tatuaggio o microchip – colore del mantello – dati dell’allevatore – genealogia con tutti gli ascendenti dalla 1° alla 4° generazione – legenda per i titoli conseguiti dagli avi – dati del proprietario – timbro e sigla della delegazione ENCI che ha effettuato la variazione di proprietà dall’allevatore al proprietario. La legenda per i Campionati è: B = Campione Sociale, C = Campione Estero, D = Campione Riproduttore, E = Campione Europeo, F = Campione Mondiale di Bellezza.

fonte cani.net

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